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Parkinson e Ayurveda: Mucuna Pruriens

Morbo di Parkinson: che cosa è

La malattia (o morbo) di Parkinson è un disordine neurodegenerativo in cui le cellule della substantia nigra (una parte di mesencefalo) tendono a morire. Queste hanno il compito di sintetizzare e rilasciare dopamina, un neurotrasmettitore implicato in numerose funzioni dell’organismo.
La diminuzione nella produzione di dopamina, a causa della morte delle cellule, porta alla comparsa dei principali sintomi del Parkinson: tremore, bradicinesia (lentezza nei movimenti) e rigidità.

Terapia ed effetti collaterali

La terapia comune che si utilizza al momento è la somministrazione di Levodopa (L-dopa), un precursore della dopamina, che va a sopperire temporaneamente (qualche ora) alla mancanza di dopamina a livello della substantia nigra.
Gli effetti collaterali principali di una terapia a lungo termina con Levodopa sono discinesie (movimenti involontari) e fasi off in cui non c’è risposta al trattamento farmacologico. Proprio per cercare di evitare questi effetti collaterali, si cerca di iniziare la terapia con L-dopa il più tardi possibile, dando la precedenza a farmaci meno efficaci, e comunque una volta iniziata si cerca di utilizzare il minor dosaggio utile.

Parkinson e Ayurveda

La malattia di Parkinson è conosciuta in Ayurveda con il nome di Kampavata, e viene considerata una patologia che deriva da uno squilibrio di Vata, uno dei tre Dosha.
Per cercare di riequilibrare Vata, vengono utilizzati trattamenti sia esterni che interni: massaggi, ingestione di erbe, yoga…

Mucuna Pruriens

Uno dei rimedi più utilizzati è l’ingestione di Mucuna Pruriens, una pianta leguminosa che cresce nelle zone tropicali. I semi di questa fava sono una fonte riconosciuta di L-dopa, e vengono quindi considerati un rimedio naturale per trattare i sintomi del Parkinson.
Numerosi studi e ricerche cliniche hanno approfondito le qualità e gli utilizzi della Mucuna Pruriens, ed è stato visto che la pianta presenta due punti forza:

  1. se paragonata alla Levodopa chimica, la Levodopa contenuta nei semi di Mucuna Pruriens produce un miglioramento motorio simile, ma ha il vantaggio di durare più a lungo e di avere effetti collaterali minori;
  2. contiene altri composti bioattivi che hanno un effetto neuroprotettivo, e questo ovviamente si va a sommare all’azione della Levodopa.

Ci sono ancora però numerosi aspetti che sono in fase studio: qual è il miglior metodo di estrazione, quale specie di Mucuna Pruriens risulta essere più efficace, qual è il dosaggio giusto da assumere.

Risulta tuttavia interessante notare che una pianta del genere fosse già conosciuta come terapia per il morbo di Parkinson molto prima dell’utilizzo comune di Levodopa chimica.

Per saperne di più: ecco qua una serie di articoli scientifici di rifermento per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento.

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