Benessere: stato felice e armonico di salute, di forze fisiche e spirituali.

Per anni alla facoltà di medicina studi le malattie, vai in reparto e vedi malati, impari a ricordarti i farmaci da usare per determinati sintomi.

Poi un giorno ti tocca studiare Igiene e Sanità Pubblica, materia sottovalutata dai più, e la prima cosa che ti inculcano (ci provano per lo meno) è che la salute è “uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale, e non soltanto l’assenza di malattia”. Bella frase, partorita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel lontano 1946, e ancora considerata ufficialmente valida. Frase anche semplice da imparare a memoria, il professore è contento, l’esame è praticamente già superato a pieni voti. Capisco come mai tutti sottovalutano questa materia.

Nonostante il superbo tentativo dell’OMS di allargare i confini della medicina un pizzico più in là della malattia, ben pochi passi avanti sono stati fatti per indirizzare la professione verso una visione olistica del paziente.

Che cosa si intende per visione olistica?

Olismo è un concetto molto antico, facente parte della tradizione orientale da millenni. Orientale vuol dire non occidentale e quindi, nella nostra distorta visione del mondo basata su preconcetti che ci accompagnano senza nemmeno che ce ne rendiamo conto, non occidentale vuol dire esotica, arretrata, intrinsecamente errata perché non supportata da evidenze scientifiche. Niente di più sbagliato!

Una visione olistica è una visione globale, che prende in considerazione tutte le parti che compongono il nostro oggetto di studio, senza tralasciarne nessuna. L’essere umano non è la mera sommatoria delle cellule che lo compongono, è decisamente qualcosa di più.

Buffo scoprire che in Ayurveda, la medicina tradizionale indiana, salute (svastha) significa letteralmente “stare nel sé”, e che una persona sana è quella che sì ha un corpo in equilibrio, senza malattie, ma anche una mente serena e uno spirito elevato. A quanto pare qualche tizio indiano ha detto queste cose numerosi millenni prima dell’OMS, veramente buffo. Ed è solo uno dei tanti esempi.

Se uno è in salute vuol dire che sta bene con se stesso e con l’ambiente che lo circonda, significa che può raggiungere e mantenere il suo potenziale personale nella società. Non è forse quello che vogliamo tutti? Ognuno di noi vuole raggiungere l’apice del benessere, vuole vivere la vita al massimo delle potenzialità e verso la realizzazione di se stessi e dei propri sogni.

È solo questione di soldi?

Datemi mille miliardi e sarò felice!
Forse stare veramente bene è qualcosa di più, è quella soddisfazione che non è effimera come la felicità di un momento, è coronare la propria identità e materializzare le aspettative che abbiamo di noi stessi (non quelle che gli altri hanno di noi).

Il nostro corpo deve essere forte e in salute per portarci dove vogliamo andare, ma se poi siamo depressi o ansiosi o arrabbiati, riusciamo a raggiungere il nostro obiettivo? Se le persone che ci circondano ci rendono tutto un inferno perché non ci fanno sentire compresi, accettati, perché ci crediamo giudicati, sul serio ci sentiamo soddisfatti di chi siamo e della vita che abbiamo costruito?

Perché allora non fare qualcosa a riguardo? Ci sono numerosi farmaci per il solito sintomo, ci sono incredibili esami diagnostici e operazioni chirurgiche, la medicina occidentale moderna è in grado di fare cose che possono benissimo essere considerate un miracolo, un secondo prima rischi di morire, e il secondo dopo campi altri ottant’anni. Perché però fermarsi qua?

Crealo il tuo benessere: sperimenta, impara.
Chi sei, dove stai andando e perché lo stai facendo?

Che significato ha il benessere nella mia vita?

Per me vuol dire avere un corpo forte e pensare con la mia testa. Vuol dire anche libertà e indipendenza, tranquillità, vuol dire non smettere mai di imparare. Cerco di concentrarmi sulla qualità, ricerco il sole e il buon cibo. Soprattutto viaggio, perché è nel viaggio che mi avvicino a tutto quello che per me è benessere.

Di miglioramenti da fare ce ne sono numerosi, nel frattempo continuo a viaggiare e imparare, la via più breve per giungere a se stessi gira intorno al mondo.